Best practices per evitare di finire in spam

Email marketing parte 3

Posta in arrivo: 3 nuove email. Anche oggi non c’è quella che aspetti da giorni… Eppure ti dicono di averla inviata e hanno anche riprovato.

E allora un flash, non è che è finita nello spam?

Posta indesiderata: 75 email. Non la guardi da tempo, forse ti eri anche dimenticato che esisteva quella cartella nella tua casella di posta elettronica. Eppure c’è, eccola lì piena anche di email importanti.

Ma perché sono finite nello spam? La domanda del secolo che resta sempre senza risposta oppure ha una risposta che va bene per tante occasioni, “dipende”.

Perché una newsletter la trovo in posta indesiderata? Dipende!

Oggi, in questo terzo articolo del nostro blog dedicato all’email marketing, trattiamo uno dei temi più delicati quando si tratta di invii. Come detto poco fa, una risposta universale non c’è ma ci sono tanti accorgimenti da adottare affinché la tua mail / newsletter / dem finisca dove deve finire, cioè in posta in arrivo.

Pronti, via!

  • 1) Il server di invio.                                                                                                                                                                       
    Potrebbe sembrare scontato ma non lo è. Stai inviando da un server ottimizzato, sempre monitorato, pulito? Oppure il server dal quale invii è andato in black list? Questo è un aspetto tecnico e, a meno che tu non sia una multinazionale, probabilmente ti stai affidando a piattaforme di invio email marketing che hanno i loro server dedicati. Scegli sempre strumenti affidabili per inviare. Anche noi di Qualitando abbiamo server sempre monitorati vista la mole di email che gestiamo ogni giorno e le tantissime newsletter che inviamo per i nostri clienti;

 

  • 2) La reputazione del tuo dominio
    Ogni newsletter, seppure inviata con un buon strumento di email marketing, ha come indirizzo di invio qualcosa che somiglia a info@ilnomedellatuaazienda.it Quello che c’è dopo la chiocciola è il tuo dominio e se il tuo dominio in passato ha fatto attività poco “lecite” (tipo inviare a 100.000 contatti presi chissà dove che ti hanno segnalato) gli serve un po’ di tempo per tornare ad essere riconosciuto come attendibile;

 

  • 3) DKIM e DMARC
    Sono 2 parametri tecnici per i quali meglio non infilarsi in discorsi troppo da nerd. Chiama il tuo tecnico di riferimento che ti gestisce la posta e verifica che questi campi siano aggiornati

 

  • 4) Liste di invio
    Ne abbiamo fatto cenno poco fa ma ora approfondiamo. Che liste stai usando per inviare newsletter? Non fare il furbo perché sappiamo che in tanti si nascondono dietro un dito quando si tratta di contatti. Perché c’è una strana tendenza – o meglio in passato c’è stata – a raccogliere ovunque qualsiasi dato che avesse una chiocciolina in mezzo. Così oggi ti ritrovi con 70-80 mila contatti email di cui non ti ricordi più nemmeno la provenienza. Un database costruito nel tempo che ha di certo indirizzi al suo interno non più validi o esistenti. Una lista contatti che soprattutto non ha rilasciato i permessi e le autorizzazioni per ricevere le tue newsletter. Come la mettiamo allora? C’è chi se ne frega perché pensa che spingere sul tasto “invia a 70.000 indirizzi” sia cosa da furbi. Ti sei mai chiesto quanti di questi non aprono mai le tue newsletter? Ad ogni invio ce ne sono di certo moltissimi e sono sempre gli stessi. Per non parlare di tutti i bounces e gli indirizzi inesistenti / inattivi. In questo caso, se usi una piattaforma di email marketing professionale per fare l’invio, i loro contatti vengono in automatico esclusi dagli invii successivi, andando a ripulire di fatto il database pian piano.

 

  • 5) Interazione con le tue newsletter
    Non vale il principio: più invio e meglio è. Vale invece la regola: meno invii e più di qualità. Questo punto si ricollega al precedente perché è meglio inviare a meno contatti che interagiscono sempre aprendo le newsletter e cliccando sui link piuttosto che tanti contatti che cestinano le tue email oppure non le aprono mai o ancora peggio che le segnalano come spam perché le trovano nella loro casella troppo spesso o perché non ti conoscono. Fatti forza e rinuncia alla tentazione fidati.

 

  • 6) Evita sempre le feste comandate
    A Natale non si mandano gli auguri. A Pasqua nemmeno. Eresia! No, nessun comportamento amorale. Gli auguri si mandano agli amici, a quelli che ti conoscono e si fanno tramite telefono, messaggio diretto, chat. Non si mandano newsletter con scritto Buon Natale ai famosi 70.000 indirizzi che nemmeno sanno chi sei. Perché questa cosa purtroppo la fanno in tanti, col risultato che loro finiscono dritti nel cestino e tu anche. A quel punto diventi solo un numero, uno dei tanti che “Ehi! Merry Christmas e felice anno nuovo” con un pacco regalo in primo piano che più finto non si può. Se proprio non ti abbiamo convinto, c’è un motivo ancora più valido: nei periodi pre-festivi (soprattutto quello natalizio) tutti i client di posta elettronica devono gestire un volume elevatissimo di email per cui stringono di tanto le maglie dello spam. Chi si comporta male, finisce nella rete e fila dritto nella posta indesiderata.

 

  • 7) Proponi contenuti sempre interessanti
    L’ultimo posto della lista lo occupa questa che è quasi una banalità: le tue newsletter devono essere stimolanti. Chi le riceve deve avere il piacere di leggerle e cliccarle. Più interazioni significano più contenuti di valore e i client di posta lo vedono e ti premiano.

In ultimo ricorda:

ognuno di noi può ricevere email in posta in arrivo o in indesiderata in base al proprio comportamento rispetto a email simili. Ad esempio: se io cestino varie volte un contenuto che parla di vacanze, le newsletter che parlano di vacanza hanno più probabilità di finire in spam.

Ma se hai seguito i 7 consigli precedenti, ti puoi ritenere molto bravo.

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