In un settore dove il contatto diretto con il cliente è la chiave per fidelizzarlo, la newsletter è uno degli strumenti di marketing più potenti a disposizione di hotel e ristoranti.
Qualche albergatore
Non stiamo parlando di inviare “un’email a caso” con qualche offerta: stiamo parlando di comunicazioni mirate, pensate per arrivare a destinazione, attirare l’attenzione e generare prenotazioni o visite reali.
Non stiamo parlando di inviare “un’email a caso” con qualche offerta: stiamo parlando di comunicazioni mirate, pensate per arrivare a destinazione, attirare l’attenzione e generare prenotazioni o visite reali.
Eppure, molte strutture ricettive commettono due errori comuni:
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Non curano il proprio database.
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Mandano a tutti lo stesso messaggio, indistintamente.
Risultato? Aperture basse, clienti annoiati, reputazione del brand (e del dominio email) compromessa.
Il cuore della newsletter di successo: il database
Prima di parlare di grafica o contenuti, bisogna guardare al punto di partenza: il database contatti.
Un database ben gestito è:
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Pulito: niente indirizzi obsoleti o errati.
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Aggiornato: nuovi contatti inseriti in modo ordinato, vecchi contatti rimossi se inattivi da troppo tempo.
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Profilato: per ogni contatto sappiamo qualcosa di utile — tipologia di soggiorno, periodo di visita, provenienza, preferenze.
💡 Dato di settore: secondo HubSpot, i database con una pulizia e manutenzione regolare vedono un tasso di apertura medio superiore del 30% rispetto a quelli non aggiornati.
Segmentazione: parlare alle persone giuste con il messaggio giusto
In hotel e ristorazione, la segmentazione è un’arma vincente.
Significa suddividere i contatti in gruppi omogenei (es. clienti leisure, business, famiglie, coppie, clienti locali, clienti stranieri) e mandare a ciascun gruppo un messaggio su misura.
Significa suddividere i contatti in gruppi omogenei (es. clienti leisure, business, famiglie, coppie, clienti locali, clienti stranieri) e mandare a ciascun gruppo un messaggio su misura.
Esempio positivo
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Un resort in Sardegna invia un’email ai clienti tedeschi con offerte in lingua, immagini di attività adatte a famiglie e sconti per prenotazioni anticipate in alta stagione.
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Parallelamente, manda ai clienti italiani una comunicazione per weekend brevi in bassa stagione, con focus su benessere e gastronomia locale.
Risultato: +42% prenotazioni dirette rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Esempio negativo
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Un ristorante gourmet manda la stessa newsletter a tutti: menù di San Valentino inviato anche a clienti che hanno prenotato sempre in gruppo e vivono a 500 km di distanza.
Risultato: tasso di apertura al 12%, aumento disiscrizioni, spreco di tempo e budget.
Come creare newsletter che arrivano e funzionano
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Parti dal titolo (oggetto email)
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Deve essere breve, chiaro, personalizzato.
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Evita parole spam come “Gratis!!!” o “Offerta imperdibile” che possono farti finire in promozioni o, peggio, in spam.
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Esempio:
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✅ “Marco, la tua prossima fuga vista mare ti aspetta”
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❌ “SUPER SCONTO HOTEL!!!”
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Personalizza i contenuti
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Usa il nome dell’ospite.
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Riferisciti a esperienze precedenti (“Ci hai visitato a Pasqua, ecco cosa ti aspetta quest’anno”).
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Punta sulla qualità visiva
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Immagini ottimizzate, responsive e pertinenti.
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In un hotel, mostra camere, piatti, attività reali.
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Call-to-action chiara
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Un solo obiettivo: prenotare, leggere il menù, confermare una data.
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Pulsanti evidenti (“Prenota ora”, “Scopri il menù”).
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Testa, misura, ottimizza
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Analizza tassi di apertura, click e conversione.
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Sperimenta A/B test su oggetto e contenuti.
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La regola d’oro
Il valore della newsletter non è nell’invio, ma nella pertinenza.
Mandare un messaggio a tutti è come parlare a una folla senza guardare nessuno negli occhi: molti ti sentiranno, pochi ti ascolteranno.
Con un database pulito, profilato e segmentato, invece, ogni email diventa un invito personale che genera fiducia, interesse e… prenotazioni.
Mandare un messaggio a tutti è come parlare a una folla senza guardare nessuno negli occhi: molti ti sentiranno, pochi ti ascolteranno.
Con un database pulito, profilato e segmentato, invece, ogni email diventa un invito personale che genera fiducia, interesse e… prenotazioni.
Nota per albergatori e ristoratori
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