Recensioni sotto l’ombrellone

il viaggiatore di agosto è il più temibile e implacabile

Prepararsi ad affrontare la tempesta di critiche giustificate… e non.

In alcune zone d’Italia, tipo la Riviera Romagnola, li chiamano “gli agostani”. Come intuisci, il termine non racchiude propriamente un complimento.

Si tratta, piuttosto, di una sorta di etichetta che l’albergatore assegna virtualmente ai viaggiatori del mese di agosto. Non di rado, in questo periodo, per apostrofare un cameriere che mostra segni di stanchezza da stagione, gli si dice: “Occhio che ora arrivano gli agostani, eh!?”

Una minaccia, e sappiamo bene perché. Sono implacabili con quelle tastiere. Scrivono tanto sui portali di recensioni, scrivono anche per quelli che hanno viaggiato nei mesi precedenti. Chissà perché?

Qualche risposta ce l’abbiamo. Prima di tutto però ricordiamo che è bene ricevere un gran numero di recensioni perché gli algoritmi si basano non solo sulla qualità delle stesse, ma anche sulla quantità e sulla frequenza.

Fossero tutte bellissime, saremmo a cavallo. Invece agosto è proprio il mese in cui spesso gli hotel ricevono le uniche recensioni negative (o borderline) dell’anno.

Qualche spunto di riflessione:

In agosto la vacanza costa di più.

Il turista sa bene che una settimana a giugno, magari in 4 e in una camera migliore gli costerebbe molto meno che in agosto.  Questa consapevolezza lo porta ad aspettarsi che tutto sia perfetto, specie il servizio.

A proposito…

Può essere che il livello del servizio cali, proprio in agosto?

Purtroppo sì. Succede perché lo staff comincia a sentire una certa stanchezza. Ha già 2 o 3 mesi di lavoro alle spalle e questo è il momento in cui si intensificano le attività come cene a tema, serate musicali, feste in bianco in spiaggia, degustazioni di olio locale, scuola di cucina e chi più ne ha più ne metta!

Per non parlare dello stress dell’organizzazione della festa di Ferragosto! Questo è il periodo dei brainstorming con i capi reparto e gli animatori per definire il tema del secolo, rigorosamente dopo mezzanotte, tanto la mattina dopo siete tutti comunque in piedi alle 5.30.

Dal 14 sera al 15 pomeriggio il delirio regna sovrano in hotel. Cacce al tesoro, ospiti divisi in squadre, gavettoni e coriandoli! Fra tutto ciò, i camerieri portano i tavoli su e giù (vuoi non accontentare i ferragostani che si aspettano di cenare a bordo piscina e non in sala come tutti i giorni?).

Il Ferragosto è come il Capodanno: aspettative altissime. Ognuno vuole poter raccontare di essere nel posto più cool che più cool non si può.

Capiamo bene che in un contesto del genere qualche svista o rallentamento nel servizio possa capitare, peccato che l’agostano sia spesso sprovvisto di pietà e comprensione.

Il post Ferragosto è ancora più a rischio

Anche se il giorno dopo Ferragosto sei stanco neanche avessi fatto una crociata, sai bene che ti aspetta un altro mese di fuoco. Vietato rilassarsi dunque! 😉

Folla = Traffico = Nervi tesi

Il turista di agosto si mette in macchina e sa che starà tutto il giorno in coda in autostrada.

Si salva solo chi fa le partenze intelligenti tipo nanna alle 21, sveglia alle 2, alle 2.30 in auto con bambini addormentati.

Quando arrivano in hotel sono sfiniti dal viaggio, in ogni caso. Quindi sono meno inclini alla tolleranza di eventuali disservizi.

Inoltre, durante il soggiorno, qualsiasi cosa vogliano fare, la condividono con orde di umani con le medesime intenzioni. Che sia prendere un gelato nella migliore gelateria del paese, andare in un parco acquatico o fare shopping in centro, è sempre e comunque un bagno di (fastidiosa) folla.

Le ferie imposte

Per tutti i motivi descritti sopra, chi può evita di andare in vacanza ad agosto e sceglie mesi più tranquilli.

Ne deriva che chi va in vacanza ad agosto lo fa perché ha le ferie proprio e solo in questo periodo.

Non ha scelta.

Questa condizione è frustrante, e l’ospite frustrato, si sa, va coccolato affinché non si sfoghi scrivendo sui portali di recensioni.

Riflessioni sul livello culturale

A giudicare dalla profusione di errori di grammatica, lessico che neanche un bambino di 4 anni, punteggiatura assente o in sconsiderato eccesso, maiuscole a caso come il becchime ai piccioni, possiamo dedurre che in generale, oltre ai punteggi degli hotel, in agosto si abbassa anche un pochino il livello culturale di chi recensisce.

D’altronde, il vero signore evita di rendere pubblico il proprio disappunto, ma si tratta di una casistica in via di estinzione e quei rari esemplari rimasti sicuramente non viaggiano in agosto.

Massima attenzione ai questionari somministrati durante e dopo il soggiorno dunque! In queste settimane il ruolo di questo strumento è cruciale per aiutarti a risolvere velocemente le criticità e compensare la delusione dell’ospite con un’attenzione in più.

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