Tutto Instagram.

Davvero contano più le immagini delle parole?

Primo e imperdibile appuntamento  della stagione con i live webinar Qualitando. Per l’occasione la nostra Marzia Baislak ha avuto il piacere di accogliere nel salotto Qualitando una social Media Marketing addicted:

Giarda Galbignani: founder Giada Galbignani Social & More ed esperta in strategie di Social Media Marketing per strutture ricettive e autrice del libro: Social & Hospitality: Socpri la bellezza di essere online nel mondo del turismo. 

Parleremo di Instagram e analizzeremo i casi di hotel e ristoranti ai quali ispirarsi. Un modo per acquisire idee e consigli per essere un po’ più coraggiosi.

Se hai perso il webinar, puoi rivederlo qui👇🏻

Di seguito invece puoi leggere un breve estratto dei tratti salienti che abbiamo afforntato durante il webinar.

L’ossessione dell’esrci a tutti i costi:

L’ossessione dell’ ”esserci”, a tutti i costi: talvolta gli albergatori aprono, o hanno aperto in passato, account social di ogni tipo, in parte sull’onda dell’entusiasmo, in parte perché “tanto non costa niente” o “è sempre una forma di pubblicità” o altre considerazioni di questo genere. In realtà, avere tanti profili social, di cui nessun realmente ben presidiato, con community poco reattive, con contenuti a caso o poco coerenti con la propria brand identity, rappresenta un male piuttosto che un bene…

Giada ci spiega il suo punto di vista in proposito: esserci comunque ad ogni costo o bisogna fare delle scelte?

È doveroso fare un passo in dietro. Facebook nasce perché Mark vuole mantenere i contatti con gli amici del college. Si apre di fatto un mondo anche a noi. Persone che non vediamo da tempo o nuove conoscenze attraverso i social. Quello che succede oggi. Il tempo passa e Facebook diventa strumento di Business, poi nasce Instagram. Instagram nasce da una coppia di amici appassionati di fotografia, inizialmente la piattaforma si chiamava Code nave, dove gli utenti potevano scaricare foto già editate. Instagram successivamente decolla grazie a una foto postata da Just Bibier, che ha letteralmente mandato in tilt il software. Il successo di Instagram è legato soprattutto all’istantaneità, alla possibilità di caricare un’immagine in pochissimi secondi, di modificarla applicando un filtro e di condividerla con una platea di oltre 1 miliardo di utenti attivi ogni mese.

Avere i Social non significa conoscerli. Avere i social senza conoscerne l’utilizzo, lo scopo, il fine, è come non averli. Per questo motivo poi si vedono pagine non gestite e abbandonate a se stesse.

Attenzione alla differenza tra Pagina e Profilo Personale

Ad oggi fare il Social Media Manager/Strategist è a tutti gli effetti un lavoro. La presenza online non è mai un costo, ma un investimento a medio/lungo termine. Difficile vederne i ritorni? Si, quasi nessuno o comunque pochi verranno nel vostro hotel e diranno “ah vi abbiamo visti sui social” al massimo dicono online, ma dovrete essere anche voi a portarli sui social. Altrimenti si cerca, si vede qualcosa dagli amici, dagli influencer.

Prima di buttarsi a capofitto direi che è necessario porsi alcune domande:

  • Sono in grado di gestire ogni aspetto sapendo che gestire i social non è prendere una foto dalla galleria del telefono, scrivere una frasettina della serie “Oggi c’è il sole” e cliccare il tasto pubblica?
  • Costanza, Tempo, Strategia nelle parole, CTA adeguate ecc;
  • Qual è il fine di questo post? O meglio, Un post è fine a se stesso;
  • Ho la capacità e il tempo di organizzare una strategia almeno trimestrale che porti le persone a conoscere il mio servizio?
  • Sono in grado di dare le informazioni adeguate per catturare l’attenzione? In base anche alla stagione.
  • E se io non ho tempo di fare tutto questo, sono disposto a pagare un professionista che lo faccia per me?

L’investimento riguarda:

  • Il professionista (attenzione, il professionista si deve innamorare della struttura, dare idee, pensare come l’albergatore, ma anche come l’ospite.
  • Ho scritto un articolo sul mio blog che parla proprio di alcune delle mansioni del Social Media Manager e di come sia necessario vederlo come un investimento e non come un costo.
  • Materiale fotografico professionale, il SMM non è un fotografo e non è un grafico. Organizzare uno shooting periodicamente. Anche con il SMM in struttura che magari ha già delle idee per il prossimo piano editoriale.
  • Materiale live
  • ADV: si suddivide in due: Budget per il professionista e il budget d’investimento.

Che si abbia o meno un account già attivo o si stia per aprire una nuova pagina, quali sono le considerazioni che dovrebbero ispirare un albergatore prima di buttarsi a capofitto in questa nuova attività?

La domanda fondamentale è:

  • cosa vogliamo comunicare?
  • come lo vogliamo comunicare?

Ci sono molte cose da tenere in considerazione prima di pubblicare un post. Bisogna schedulare dettagliatamente un calendario editoriale. Bisogna anche considerare che tutto ciò che è online di una struttura incide sulla reputazione, su cosa si dice di noi online. È necessario rispondere alle recensioni, bisogna monitorare ogni canale che cita la nostra struttura. Ci vuole tanto impegno, costanza, ma anche responsabilità. Non è un aspetto banale, da sottovalutare. I social vanno utilizzati in modo professionale. Bisogna anche ragionare bene sui contenuti da pubblicare sui diversi social:

  • Un contenuto diverso per ogni social?
  • Un contenuto uguale per tutti i social?

A tal proposito, è una questione di budget, ma non solo, ci deve essere dietro una strategia ben consolidata. Non è del tutto sbagliato creare un contenuto su Facebook e veicolarlo anche su Instagram, ma bisogna anche considerare la natura diversa dei social. Facebook per esempio è un social informativo, gli utenti si fermano a leggere, mentre Instgram, nato come social delle immagini, colpisce di più per le immagini pubblicate che la caption.

Spesso ci imbattiamo in pagine “sciatte”, con pay off ormai in disuso da anni, senza alcun ancoraggio con la comunicazione istituzionale. Come se un hotel accogliesse gli ospiti con una facciata sgarrupata e fatiscente.  Oggi, vi presentiamo il caso di successo di una pagina di hotel, che si presanta bene, è ben presidiata: il caso dell’Olympic Spa Hotel (minuto 53,17).

Cosa raccontare, come raccontarlo e con quale frequenza farlo. Sindrome da post bianco” versus calendario editoriale. Come si organizza la produzione di contenuti interessanti e quali regole devono ispirare i contenuti e il registro di comunicazione?

Prima di arrivare al calendario editoriale, esistono diversi step da seguire:

  • Primo step è una riunione in struttura con il cliente. Analizzare (anche mesi prima) la stagione che verrà, idee che possono venire in quel momento, quali sono le offerte e su cosa si vuole puntare. Si fa un quadro generale della situazione. Blog, Newsletter, Offerte? la comunicazione deve essere circolare. Cosa fa la tua destinazione per quel periodo?
  • Secondo step: Si torna a casa, si riordinano le idee e a questo punto si definisce la strategia e al piano editoriale per macroargomenti.
  • Terzo step: Abbiamo tutto il materiale che ci serve? O dobbiamo crearlo?
  • Quarto step: Calendario editoriale. Quindi metto nero su bianco le date di uscita dei post sui social, del blog, delle newsletter.

In tutto questo ricordiamoci sempre che anche le parole hanno un peso. Avere un calendario editoriale è successivo a tutto questo.

Se la struttura ha dei limiti oggettivi, come la si può comunicare sui social e ottenere un pubblico di valore?

Bisogna innanzitutto capire i punti di forza della struttura, capire il target, la location, se si tratta di un hotel business o leisure. Se la struttura ha delle difficoltà oggettive, si punta sul territorio, sulla colazione, che è un’esperienza focale del soggiorno, sullo chef se la struttura vanta un ottimo ristorante, oppure sulla colazione,  insomma su tutti i punti di forza.

I social sono il prosieguo dell’accoglienza in hotel, per fidelizzare il pubblico invece, è importante che ci sia una correlazione di tutto. A parte il “taggateci”, non è detto che si crei un pubbico adeguato, andare a colpire un bacino di un utenti che continuerà a seguirci, sicuramente l’advertising può essere un valido supporto. A tal proposito è importante, anche in questo caso che la pagina sia ben gestita, bisogna comunicare. Non bisogna focalizzarsi su “se l’hotel e brutto come si fa?” Foclaizziamoci su ciò che c’è intorno, sul territorio.

Esiste un legame tra social e la reputazione di un hotel?

Qualitando si occupa proprio di creare relazioni di valore tra gli hotel e i propri ospiti, per far sentire ciascuno di loro sempre informato, assistito, ben accolto da prima del suo arrivo in hotel e per tutta la durata del suo soggiorno. Li trasforma in ambassador dell’hotel su tutti i portali reputazionali facendo sì che condividano racconti e la propria esperienza attraverso le recensioni. In quest’ottica, anche i social possono avere questa funzione di accompagnamento, possono essere stimolo alla prenotazione ma anche un valido ausilio durante il soggiorno per far scoprire agli ospiti tutte le opportunità offerte dalla località, i servizi a disposizione o occasioni per rendere speciale la propria vacanza. Senza contare che un ospite soddisfatto probabilmente è uno degli attori più interessanti della community social. Commenterà, condividerà, conforterà con i propri commenti i post social della struttura…

Ogni azione che si compie online va a incidere sulla propria web reputation, poiché ogni comportamento e ogni notizia reperibile in rete contribuiscono a formare l’idea che l’utente si crea e il giudizio che lo stesso esprime con riferimento ad una persona o ad un brand.

Quindi tutto ciò che viene pubblicato deve essere coerente con l’hotel o la struttura stessa.

I social vengono utilizzati anche per mettere in risalto alcune pagine del sito, come ad esempio le camere, le offerte.

Ricordiamoci che tutto ciò che è online che ci riguarda deve essere monitorato. […]

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